Il Patrono

Il Patrono

s sebastiano martireIl Patrono (San Sebastiano - 20 Gennaio) si onora ogni anno in due occasioni : il 20 gennaio ed il giorno seguente la Pentecoste. Il 17 gennaio di ogni anno la Giunta Comunale, che di norma è segreta, per l’occasione viene convocata in seduta pubblica ed alla presenza di due testimoni estrae a sorte da uno speciale bussolo il nome del festaiolo che avrà in custodia il santo per tutto l’anno. Nel bussolo, insieme ai nomi degli aspiranti festaiolo, viene inserita anche una cartella con il nome del Santo. Sarà festaiolo colui il cui nome sortirà dopo la cartella del Santo Patrono. Immediatamente dopo l’estrazione, il famiglio suonando il tamburino, scorta il Sindaco e la Giunta Comunale fino all’abitazione del nuovo festaiolo per notificargli l’elezione. Qui si festeggia l’avvenimento con una grande bevuta offerta all’intera cittadinanza. Solo il 20 gennaio, al termine dei festeggiamenti, il festarolo uscente  visiterà in forma ufficiale il nuovo eletto e gli consegnerà la mazza: il bastone sormontato dal busto dorato di San Sebastiano che rimarrà in casa sua tutto l’anno. Preparazione alla festa di primavera almeno venti giorni prima del giorno di Pentecoste, inizia la preparazione delle ciambelle: Quelle provenienti dalle prime sfornate vengono messe da parte e verranno utilizzate il giorno della festa per il caratteristico lancio dal campanile. Le più fresche vengono offerte a chi fa visita al festaiolo, e questi in cambio reca doni in denaro o ingredienti per l’impasto. Il lavoro preparatorio che risulta molto impegnativo occupa una ventina di donne, che dall’alba a  notte inoltrata impastano, scotolano in acqua bollente ed infornano circa trenta quintali di farina. Il lavoro si svolge in un clima festoso allietato da canti e dal suolo dell’organetto, si raccontano storie, si mettono in comune le singole esperienze mentre si incontrano le varie persone che vanno a rendere omaggio al festaiolo. Il giorno della festa : dalle ore 8,00 alle ore 11,00 si distribuisce alla cittadinanza la panata , una minestra di cannolicchi in brodo di alici ed un pezzo di pane. Alle ore  10,45 una processione preceduta dalla banda musicale, composta dal festarolo ,dalle autorità comunali accompagnate dal gonfalone e dalla folla dei devoti al santo, parte dal Palazzo Comunale  per recarsi nella Chiesa  Collegiata. In Chiesa il festaiolo presenzia in forma solenne donando due grossi ceri  ( le torce ) al Santo. Le torce vengono condotte durante le processioni dalle torcere, due ragazze illibate che vestono abiti identici, lavorati con le proprie mani e che cambiano ad ogni funzione. Al termine della messa solenne la statua argentea di san Sebastiano, opera dell’orafo Rusconi con la visibile influenza del Bernini, posta nella sua macchina, viene condotta in processione lungo il vicolo principale del Centro storico, all’esterno delle mura del borgo per poi ritornare in Chiesa. Nel pomeriggio la palma ( ramo d’ulivo ) donata dal Comune, ornata di ciambelle, frutti e caramelle, viene benedetta e portata sul campanile della Chiesa per poterla scaricare dei suoi doni sulla folla in festa. Nella ricorrenza del 20 gennaio lo svolgimento della festa non differisce sostanzialmente dai festeggiamenti primaverili. Unica differenza, quattro giorni prima, il 16 gennaio, l’offerta delle sagne: una pasta fatta in casa e condita con lo stesso sugo della panata, servite su di una enorme scifa vengono portate sotto un arco di alloro e mirto a cui viene appeso un agnello impagliato con un arancia in bocca. In questa circostanza il Festarolo offre al Sindaco la prima forchettata , in rappresentanza della comunità.

La prima festa in onore del santo Martire di cui si hanno notizie storiche certe risale all’anno 1886. Si festeggiò la vittoriosa resistenza all’assedio di Enrico VI°, figlio di Barbarossa, che sottomise tutta la Regione Campania, ma non riuscì con Fumone.